Come Programmare la Fotografia Alla Via Lattea : Trucchi e Consigli

Foto della via lattea sopra rocca calascio
Una foto della Via Lattea nei primi mesi primaverili – Aprile-Maggio – Realizzata a Rocca Calascio con Astroinseguitore

Ci sono tantissime guide sul web, tutte molto utili e ben fatte, soprattutto da chi svolge questa professione da molti anni e ci sono tantissimi modi di interpretare la fotografia della via lattea, la mia piccola guida non pretende di fornire nulla di più ma ho voluto aggiungere anche qualche mia esperienza personale che possa essere di aiuto a tutti voi nelle fasi di programmazione, soprattutto per chi si è avvicinato da poco a questo fantastico mondo.

La Programmazione

Dietro una stupenda foto alla via lattea c’è sempre e solo un’ottima composizione e post produzione?
Direi proprio di no. Uno degli aspetti fondamentali per l’ottima riuscita di questa tipologia di fotografia è soprattutto un’ottima programmazione. Ne ho già parlato nell’articolo che trovate al seguente link.

Programmare la Via Lattea Aprile 2019

ma entriamo più nel dettaglio.

Ma prima, sarebbe opportuno avere qualche nozione (molto poco scientifica) in più su quello che andremo a fotografare.

La Via Lattea 

Riporto brevemente qualche nozione scientifica trovata in giro su cosa è la Via Lattea. (Se non siete curiosi passate avanti, tanto vi virgoletto questa parte.

La Via Lattea non è altro il nome di derivazione greca che è stato attribuito alla nostra Galassia. Il nostro sistema solare si trova all’interno di questa Galassia.

Ma cos’è una Galassia?

“Una galassia è un grande insieme di stelle sistemi ammassi ed associazioni stellari, gas e polveri (che formano il mezzo interstellare), legati dalla reciproca forza di gravità. Il nome deriva dal greco γαλαξίας (galaxìas), che significa “di latte, latteo”; è una chiara allusione alla Via Lattea, la Galassia perantonomasia, di cui fa parte il sistema solare.Le galassie sono oggetti dalle vastissime dimensioni; variano dalle più piccole galassie nane, contenenti poche decine di milioni di stelle, alle galassie giganti, che hanno anche mille miliardi di stelle, orbitanti attorno ad un comune centro di massa.

Le galassie sono state categorizzate secondo la loro forma apparente, ossia sulla base della loro morfologia visuale. Una tipologia molto diffusa è quella ellittica, che, come si può ben arguire dal nome, ha un profilo ad ellisse. Le galassie spirali possiedono invece una forma discoidale con delle strutture spiraliformi che si dipartono dal nucleo. Le galassie con forma irregolare o insolita sono dette galassie peculiari; la loro strana forma è solitamente il risultato degli effetti delle interazioni mareali con le galassie vicine. Se tali interazioni sono particolarmente intense, a causa della grande vicinanza tra le strutture galattiche, può aver luogo la fusione delle due galassie, che risulta nella formazione di una galassia irregolare. La collisione tra due galassie dà spesso origine ad intensi fenomeni di formazione stellare (in gergo starburst). Fonte Wikipedia”;

Una ricostruzione ipotetica della nostra galassia e la posizione del nostro sistema solare all’interno di essa. (ricostruzioni grafiche dal Web)

La Galassia la Via Lattea
La Galassia della Via Lattea
La posizione del nostro sistema solare all’interno della Galassia

Quindi potete dedurre che quella fantastica striscia luminosa che potete ammirare nelle notti che vanno generalmente da fine febbraio fino ad ottobre, altro non è un po’ la nostra casa. Difficile identificare la forma della nostra via lattea ma da alcuni studi sembrerebbe che essa sia a forma di spirale con 2 bracci più grandi e due bracci minori. Vi allego una foto trovata sul web per farvi capire la posizione del nostro sistema solare all’interno della nostra Galassia. Logicamente vedendo questa conformazione schiacciata, detto molto poco scientificamente, il soggetto della nostra fotografia non è altro che la rappresentazione di questa spirale dalla forma schiacciata. Va bene ora la finisco con questi commenti tecnici che non sono del mio campo, rischio magari di fare brutta figura, era solo per farvi rendere conto di cosa si sta fotografando.

Ma torniamo alla nostra PROGRAMMAZIONE;
Prima di tutto per programmare una foto alla via lattea bisogna sapere che a seconda del periodo in cui la vogliamo fotografare essa si trova in coordinate diverse e soprattutto la sua visibilità è diversa.

 

Quindi qual’è periodo migliore per fotografare la Via Lattea?

Nei primi mesi dell’anno la via lattea sorge all’orizzonte in maniera quasi orizzontale e pian piano l’arco sale sulla volta celeste. Nei mesi estivi la via lattea comparirà sempre più in verticale e la sua parte più luminosa, il cosiddetto nucleo tende a scendere verso l’orizzonte. Il suddetto nucleo sorge ad est e nel corso delle ore della notte (parlo di visione, non mi soffermo su rotazioni terrestri, stellari, intergalattiche, starwars e il ritorno dello jedi) compie un movimento che va da est a sud. Ricapitolando:
Nei mesi di marzo, aprile maggio il nucleo sorge ad EST – SUD/EST e ruota verso SUD alzandosi nel cielo. Nei successivi mesi il nucleo uscirà sempre più a sud e ruoterà fino alla fine delle state verso OVEST. In questo periodo il nucleo inizierà a calare leggermente sotto l’orizzonte.

Per la mia esperienza e per i miei gusti personali i mesi migliori sono maggio e giugno. Certo gusti personali, se poi si preferisce un tipo di fotografia più verticale i mesi migliori sono sicuramente luglio ed agosto anche se spesso in questi mesi la qualità dell’aria è inferiore e la pulizia dei cieli a volte può essere minore.

Un classico esempio di Via Lattea fatta verso le ore 2.00 del mese di luglio. Come potete vedere molto verticale. Ad esempio questo è un tipo di scatto che va programmato, la via lattea non sarà sempre li in ogni mese della stagione di caccia alla via Lattea e soprattutto con quel tipo di profilo verticale.

 

Altra particolarità importante da tenere in considerazione è il fatto che nei primi mesi ci sono a disposizioni meno ore per fotografare la via lattea in quanto sorgerà all’orizzonte solo a tarda notte. Verso le 4 del mattino circa. Nel mese di marzo addirittura si potrà verificare anche di avere solo 2 ore prima che l’aurora del mattino impedisca di vedere la via lattea. Con il passare dei mesi sorgerà sempre prima, fino a luglio ed agosto dove il nucleo sarà già visibile già verso le ore 22.00.

 

Ricapitoliamo un attimo

Periodo di maggiore visibilità Via Lattea :

Da Marzo a Settembre

Nei primi mesi sarà visibile quasi prima dell’alba e man mano con il passare dei mesi sarà visibile sempre prima. Ne consegue che ad agosto ci saranno molte più ore per fotografare la via lattea. In contrapposizione al maggior orario disponibile, l’arco galattico sarà molto più in alto, molto più a sud/ovest (di difficile cattura ma non impossibile) e la parte del nucleo sarà già quasi in verticale.

Vi mostro alcuni Screen shot di esempio ricavati utilizzando STELLARIUM

 

Posizione della Via Lattea Aprile 2019 – Esce molto più tardi e la sua posizione è pressoché orizzontale, l’arco sale per qualche ora e poi svanisce con le prime luci del mattino. Cordinate di uscita molto più ad est rispetto al termine dell’estate.

 

Posizione della Via Lattea Maggio 2019. Abbiamo già recuperato più di un’ora di scatto. Sempre abbastanza orizzontale ma inizia già a girare a sud e a salire sopra le nostre teste.

 

 

Posizione della Via Lattea Giugno 2019 – L’intero arco è facilmente realizzabile nelle prime ore di visibilità. E’ possibile visualizzarla a Sud e in tarda notte l’arco sale molto in alto.

 

 

Posizione della Via Lattea Luglio 2019 – Fotografabile già appena svaniscono le luci del crepuscolo. Nell’ora di visibilità è già abbastanza verticale e in uscita sud. Molte ore di visibilità. Discorso simile anche per il mese di agosto.

 

 

Ne deriva che nelle fasi di programmazione bisognerà tener conto di cosa si vuole fotografare.

  • L’intero arco galattico?
  • La fascia orizzontale?
  • La parte del nucleo in verticale?

Dobbiamo tener conto di tale movimenti e periodi. Ci sono molte App che permettono direttamente dal cellulare di vedere dove sorgerà la via lattea e a che ora. Io programmo già da casa e trovo molto comodo usare un piccolissimo e facilissimo software che si chiama Stellarium.

Ma veniamo al bello della fase di programmazione. Usciamo a fotografare la via lattea in base a come si trova nel cielo per il puro gusto di realizzare un arco o un pezzo di nucleo?
Direi proprio di no. Ed allora ecco che entra in atto un altro elemento essenziale di questo tipo di fotografia.

 

Lo studio della Location, cosa vogliamo fotografare e soprattutto come?

Conoscere i posti che si andranno a fotografare è fondamentale. Non mi sveglierò mai alle 2.00 AM di un giorno di marzo per il desiderio di fotografare la via lattea su una chiesa il cui cielo alle spalle è in direzione ovest se so che la via lattea sarà dalla parte opposta. Non andrò mai sulle dolomiti aspettando che la via lattea mi esca in verticale dietro una montagna se so che uscirà a notte inoltrata e soprattutto molto bassa e orizzontale dietro di essa. Studiare le location e i soggetti con cui contestualizzare la via lattea ribadisco è fondamentale. Allora bisogna per forza fare uscite a vuoto prima di scattare una via lattea? Non è assolutamente detto ed ecco perché la tecnologia viene nuovamente in nostro soccorso. Tramite Google Earth potete benissimo studiare le location già da casa, vedere in che direzione guarda un soggetto, cosa c’è alle sue spalle. Associando questi dati a quelli del Software Stellarium sarà facile capire cosa andremo a fotografare, come e in che orari soprattutto.

 

Consigli Compositivi legati alla Via Lattea

Essendo molto bassa nei primi mesi (da Marzo a Giugno) sarà molto più facile realizzare una panoramica che racchiuda l’arco galattico oppure realizzare una foto con il nucleo quasi in orizzontale. Quindi foto Verticali.
Nei mesi estivi sarà molto più facile realizzare foto verticali e quindi da associare a primi piani che più si addicono a questo tipo di fotografia.

(Mi pare sottointesto che stiamo parlando sempre di fotografia fatta con ottiche grandangolari)

 

Il Soggetto e la Composizione.

Mi limito a racchiudere il mio pensiero in maniera molto sintetica. E’ inutile andare a realizzare foto della via lattea che non contengano un bel soggetto e soprattutto che non abbiano un minimo di razionalità compositiva.
Ribadisco – Nella fotografia paesaggistica, contestualizzare la Via Lattea non è solo necessario ma FONDAMENTALE.
Sicuramente nelle scelte compositive l’elemento principale che dovrà contenere la nostra fotografia sarà il Cielo ma ricordiamoci di dare contenuto alle nostre foto. Non ci sono regole ben precise da seguire, certamente la scelta compositiva verticale è quella che fornisce maggiori soddisfazioni soprattutto da giugno in poi, quando la parte più importante della Via Lattea incomincia ad assumere sempre più una posizione verticale.

Due fotografie della Via Lattea al termine dell’estate. Con posizione quasi verticale e direzione SUD-OVEST

Come comporre la via lattea
Una foto della Via Lattea nel mese di agosto, molto verticale e in direzione SUD OVEST

 

Una foto della Via lattea sopra il castello di Rocca Calascio, Mese di Agosto – Verticale e Direzione SUD-OVEST

 

Quali elementi interferiscono con la fotografia della via lattea?

Meglio conoscerli quando si programma.
Programmare significa tener conto anche di questi elementi. Se si esce a fare fotografia notturna senza aver almeno un attimo interagito con i seguenti aspetti, non vuol dire che siete fotografi d’avventura, ma siete fotografi sprovveduti. Volete affidare la riuscita della vostra serata alla dea bendata? Ben venga, ma preparatevi 2 birre ed un bel panino perché la serata potrebbe finire ad eravamo 4 amici al bar.

 

1. Le Condizioni Meteo;

2. La Luna;

3. L’Inquinamento Luminoso;

4. I Fotografi con la paura del buio;

 

Come potrete notare, non ho scritto che interferiscono negativamente!
Perchè?
Perchè a volte alcuni di questi potrebbero anche darci una mano durante le fasi di scatto. Ma questo aspetto ve lo racconterò più tardi.

1. Le Condizioni Meteo

Appare palese l’impossibilità di scattare fotografia astronomica con un cielo completamente nuvoloso come appare anche palese provarci trovandosi immersi in un banco di nebbia.
Allora prima di cimentarsi in un’uscita fotografica è bene documentarsi un po’ su quelle che saranno le condizioni meteo per la serata. Anche qui abbiamo tantissimi strumenti per farlo, dalle APP ai siti Web. Dire che si possa imparare a leggere le condizioni meteo è improbabile però ci si può provare o almeno innalzare le nostre probabilità di portare a casa un buon risultato.
Uno degli strumenti che posso consigliarvi è sicuramente Windy, la troviamo sia sotto forma di APP che sito WEB. (Farò un articolo a parte per questo strumento)
Come potete nella foto sotto riportata, questo strumento ci consente di prevedere la pulizia del cielo, gli spostamenti delle nuvole, la probabilità di pioggia, il vento. (Premetto che nessuna app o sito può essere attendibile al 100 % e anche windy “canna” qualche colpo).

Qui potete accedere alla versione desktop del sito www.windy.com

Si può dedurre che se dalla mappa non c’è traccia di nuvole per l’intera notte e la nuvoletta più vicina alla nostra zona di scatto è prevista a 600 km di distanza da noi, la serata può essere molto promettente.

Vento e Tasso di Umidità dell’Aria possono influire nella fase di scatto?

Certamente. La diffusione della luce proveniente dalle fonti luminose situate a terra è ampliata dalla presenza di un alto tasso di umidità dell’aria e rendere meno visibile la nostra via lattea. Generalmente questa condizione la possiamo avere nei mesi più caldi anche se fisicamente non è sempre detto in quanto potrebbero verificarsi le condizioni di avere alte temperature con bassa umidità e basse temperature con alta umidità.

Una delle serate dove ho visto il cielo più bello della mia vita è stato il mese di marzo del 2015, Campo Imperatore, Temperatura -6, fattore di evaporazione pari a 0, Tasso di umidità dell’aria bassissima, anzi il vapore acqueo presente nell’aria era quasi tutto a terra, impietosamente ghiacciato. Il Vento può aiutarci in qualche modo, sicuramente ma non tutti i venti. Venti asciutti di tramontana sicuramente, favoriscono la riduzione del tasso di umidità dell’aria. Meglio un bel venticello comunque che una notte afosa con tasso di umidità del 100 %.

2. La Luna (o meglio la Luce solare che la luna riflette)

Quanti amori nati al chiaro di luna vero? Di sicuro l’amore tra voi e la via lattea non nascerà in una notte di luna piena. Ve lo garantisco. La luce solare che la luna riflette ha una notevole influenza sulla possibilità di riuscire a scattare con ottimi risultati. Come abbiamo visto sopra, la luna sorge nel versante Est – Sud/Est e quindi proprio nella stessa zona di visibilità della Via Lattea. Nella programmazione è importantissimo conoscere gli orari in cui la luna sorge e tramonta, le fasi lunari ( Son ben 8, le più importanti Luna Piena e Luna Nuova).
Ci sono notti dove la luna ci rende impossibile avere ottimi risultati. Meglio evitare quindi queste serate o meglio sfruttarle per fare altri tipi di fotografia notturna come gli startrails.

Quindi si scatta solo con la luna nuova?

Assolutamente no. Sicuramente si avrà un cielo più libero da interferenze luminose e le ore a disposizione per fotografare sono maggiori, mai dare nulla per scontato. Non è detto che una fase lunare con una luce bella intensa non sia possibile fotografare. Vi ho già ricordato di tenere sempre presente gli orari del sorgere e del tramontare del nostro satellite. Se per esempio la via lattea sorgerà alle 23.00 e la luna tramonterà un’ora dopo, tutte le ore successive saranno libere dalla luce lunare, anzi, tramontando la stessa dal lato opposto a dove si trova la via lattea, scattare prima che tramonti potrebbe aiutarci nell’illuminare i nostri primi piani. Ecco l’aiuto di cui vi parlavo prima.
Fate sempre riferimento agli schemi di programmazione già citati per rendervi conto circa le possibilità di scatto e gli orari della Luna.

 

3. L’Inquinamento Luminoso 

L’inquinamento luminoso altro non è che un’introduzione diretta o indiretta di luce artificiale all’interno dell’ambiente o meglio ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperde sopra la linea dell’orizzonte. Questa alterazione ambientale purtroppo è uno dei peggior nemici della fotografia notturna e soprattutto è causata dall’uomo. Molti degli attuali sistemi di illuminazione pubblica non sono a norma e disperdono luce verso l’alto. (Non è tutto perso, ad esempio in veneto c’è un’apposita legge regionale che regola le fonti luminose. Recentemente sono stato a Venezia e sono rimasto colpito nel notare la visibilità del cielo proprio all’interno della città e non credo che a Venezia manchino i punti luce, però sono schermati per la maggior parte verso terra).

 

Entriamo più nel dettaglio

Quanti di voi hanno fatto foto notturne e hanno visto comparire sulle proprie foto quel forte bagliore appena sopra l’orizzonte. Penso tutti a meno che non stiate fotografando nel Madacascar o nella Repubblica Centroafricana. Quello che vedete non è altro che il famosissimo inquinamento luminoso. Se abitate in città e vi affacciate alla finestra, difficilmente riuscirete a vedere le stelle, forse le più luminose ma è veramente quasi impossibile. Ebbene si, siete dentro quel famoso bagliore che quasi tutti i fotografi italiani hanno sull’orizzonte delle loro foto. Quasi tutto il nostro pianeta ormai soffre di questo problema, che oltre ad avere i suoi problemi ambientali, si ripercuote anche su noi fotografi. Come potete vedere dalla mappa sotto riportata, sono rimasti ormai pochissimi punti dove trovare un cielo “abbastanza pulito” (parlo dell’Italia logicamente). Avete visto foto di Las Vegas con la Via Lattea? Allora siete davanti ad un mago di Photoshop….e non solo.
Pensavo che l’introduzione della nuova tecnologia delle Luci a Led avrebbe favorito la riduzione di questo problema, ma pare che soprattutto la prima generazione di luci a LED quelle con più alto spettro di Luce Blu, si diffondano nell’atmosfera maggiormente rispetto alle luci emesse dalle vecchie lampadine alogene.

Una mappa dell’inquinamento luminoso in italia

 

Vi mostro un disturbo da inquinamento luminoso durata una fotografia panoramica alla Via Lattea. Potete vedere che è alquanto fastidiosa, nonostante siamo a 1500 metri d’altitidune.

 

Foto della via lattea a Rocca Calascio con inquinamento luminoso
Vedete all’orizzonte, sia le fonti luminose sotto alla rocca sia le fonti luminose molto distanti, creano un forte inquinamento luminoso

 

Allora cosa fare per avere meno inquinamento luminoso che disturbi la Via Lattea?

Sicuramente cercare un posto con fonti luminose abbastanza distanti. Considerate che l’inquinamento luminoso influisce anche fino a 300 km di distanza. Quindi in italia siamo spacciati? Direi di si, ma qualcosa si salva ancora, anche se parzialmente. Meglio salire in quota allora e cercare di lasciare la fascia di inquinamento luminoso sotto la parte di cielo che contiene la via lattea.

 

Dove è possibile fotografare la Via Lattea in Italia.

Ripeto che basta allontanarsi dalle fonti luminose più artificiali per riuscire a vedere almeno in parte la Via Lattea, ma i risultati migliori li potrete ottenere solo in determinati posti.
Elenchiamo alcuni posti carini dove l’inquinamento luminoso è si presente, ma rimane basso all’orizzonte e non in influisce in maniera eccessiva.

La piana di Castelluccio di Norcia;

Rocca Calascio;
Campo Imperatore;
Il Parco del Pollino;
Le Dolomiti (Naturalmente non tutte le zone);

 

4. I Fotografi  con la paura del buio;

Portarsi dietro un amico con la paura del buio non è la migliore cosa da fare quando si fa fotografia notturna. Lasciatelo a casa e vedrete che andrà meglio. Imparate a usare la vostra attrezzatura senza l’ausilio di luci, vi aiuterà in molte circostanze. Cercate di evitare le location più gettonate soprattutto nei fine settimana e se proprio non potete fare a meno di andare, controllate che non ci sia qualche workshop sul posto.
Badate bene, è sempre fondamentale portare con se una torcia, sopratutto nelle zone più impervie, ma ricordate anche che, il pericolo più grande nel fotografare in zone isolate e buie, soprattutto di montagna, non è mai la possibilità di incontrare un animale selvaggio (tra l’altro saremmo in casa loro), ma incontrare il peggior animale che ci sia sulla faccia della terra, l’uomo con cattive intenzioni. Di questi dovete aver paura.

Ed ecco a voi i famosi schemi per programmare al meglio la fotografia alla Via lattea nei prossimi mesi del 2019.

 

 

Considerazioni Finali 

Programmate bene senza lasciare nulla al caso e pregate sempre che qualche bolide attraversi il vostro Frame.

Ricordate che un’ottima foto si compone di tante cose, programmare è solo un aspetto importantissimo come lo è anche saperla fotografare e poi post produrre.

Andiamo passo per passo. Presto le prossime guide con qualche appunto su come fotografarla al meglio e su come post produrla in maniera veloce e facile.

A ultima raccomandazione. Il web è invaso di foto della via lattea, non dimenticate di contestualizzarla e renderla unica.

 

 

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2 commenti su “Come Programmare la Fotografia Alla Via Lattea : Trucchi e Consigli

  1. Ottimo. 👍 Giusto un paio di precisazioni, visto che l’articolo entra molto nel dettaglio. Le lampade LED emettono su tutto lo spettro visibile, quindi piú che altro il problema é che i filtri non risolvono granché, rispetto a quelli per le sodio-mercurio che possono essere tagliate con successo.
    L’inquinamento luminoso, ahimé, é in tutto il cielo. All’orizzonte abbiamo il maggior contributo per diffusione/rifrazione, restituendo quella odiosa fascia giallo piscio, detta “airglow”. Possiamo avere una misura della “qualità osservativa” del cielo mediante l’SQM (Seeing Quality Meter). I parametri che influenzano il seeing sono molti e non é detto che in un’area inquinata non possiamo invece avere un buon SQM e viceversa. Notoriamente, ad esempio, sulle Alpi l’SQM non é alto, per il fortissimo IL della pianura padana (e anche dall’altro versante non c’é da stare allegri). Le light pollution maps sono da prendere con le pinze perché riferiscono l’IL a livello del mare. Ahimé anche Campo Imperatore dal versante Aquilano non é messo granché bene. Un po’ meglio a Fonte Vetica, (ma non se ci si affaccia sul Sirente). Le location più “oscure” e con buon SQM risultano quelle meno densamente abitate. Allo stato attuale sono;
    – Piano Grande di Castelluccio di Norcia
    – Lucania (Metaponto)
    – Gargano
    – Alcune aree della bassa Toscana
    I cieli migliori in assoluto restano quelli della Sardegna, soprattutto l’Ogliastra, con SQM a livelli del deserto del Sahara.
    Diminuisce in estate per ovvie ragioni, ma resta comunque ottimo.
    Volendo uscire dall’Italia, ma senza allontanarsi, le zone con miglior SQM sono le Sierre spagnole e i confini del deserto del Sahara in Marocco/Algeria. Se siete dotati di astroinseguitore é tutto piú semplice in termini di segnale recuperabile, ma poi bisogna sudare in post.
    Per una immediata idea della qualità del cielo a casa vostra potete usare Dark Sky Meter (Android) e similari.
    Buona luce a tutti. 👍

    1. Grazie raffaele per aver aggiunto il tuo contributo tecnico. Ci ho tenuto che tu l’aggiungessi anche qui oltre al gruppo facebook perchè può essere di maggiore aiuto a chi si appresta a fotografare la via lattea. Buona serata e grazie ci ritroviamo su FPI

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